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Content repurposing: una call con un cliente, cinque short

Non ti mancano le idee, ti manca il tempo. Eppure un’ora di call con un cliente contiene già diverse risposte che meritano di essere pubblicate. Il content repurposing consiste nel ritrovarle invece di ripartire da zero. Ecco il metodo, dalla call allo short, e una settimana tipo per metterlo in pratica.

Più di una piccola impresa su due ha solo un’ora al giorno, o meno, per tutto il suo marketing: il 56% per la precisione, secondo l’indagine di Constant Contact condotta tra piccole imprese nel 2024. In quell’ora bisogna rispondere ai potenziali clienti, tenere aggiornato il sito, mandare la newsletter. Creare contenuti viene per ultimo, quando viene.

Il content repurposing risponde a questo problema con una domanda semplice: e se il contenuto esistesse già?

Che cosa si intende per content repurposing

Il content repurposing, o riutilizzo dei contenuti, consiste nel ricavare più pubblicazioni da un contenuto che esiste già. Di solito lo si applica a contenuti lunghi: un podcast diventa dieci clip, un webinar diventa tre articoli, una conferenza diventa una serie di citazioni.

Tutto questo presuppone che prima tu abbia prodotto il contenuto lungo. Se non hai né un podcast né un webinar, il metodo sembra non riguardarti.

Invece ti riguarda. Ogni settimana produci ore di contenuto lungo senza chiamarle così: le tue call.

Perché una call con un cliente è la fonte migliore

Un professionista passa in media 14,8 ore a settimana in riunione, secondo l’indagine di Reclaim.ai, un produttore di software di calendario. Anche se solo un quinto di quel tempo passa a consigliare un cliente, fanno tre ore a settimana in cui dici esattamente quello che un potenziale cliente vorrebbe sentire.

Una call ha tre qualità che nessuna sessione di riprese ha:

È l’idea che difendiamo nel nostro manifesto, e che abbiamo approfondito per i consulenti in Documenta, non creare.

Il metodo: dalla call allo short in cinque passi

1. Scegli la call e avvisa il tuo ospite

Non tutte le call si equivalgono. Tieni quelle in cui rispondi a delle domande. Prima di avviare la registrazione, dillo, e di’ perché. Abbiamo scritto le frasi da usare: ne serve una, all’inizio, e un accordo chiaro in risposta.

2. Fai la call come sempre, con due accortezze

Non recitare per la videocamera: è la naturalezza a dare valore al passaggio. Due abitudini però aiutano molto, e rendono la call migliore anche per il tuo cliente:

3. Trova i passaggi che reggono da soli

Riascolta, o lascia che lo faccia uno strumento. Cerchi passaggi da 12 a 90 secondi che si capiscono senza la call intorno: una domanda e la sua risposta, un errore da evitare, un esempio con i numeri. Descriviamo i sei tipi di passaggi da tenere in un articolo a parte.

4. Monta per il telefono

Uno short si guarda in verticale, spesso senza audio. Gli servono quindi un’inquadratura 9:16 centrata su chi parla, dei sottotitoli e un montaggio che tolga i silenzi, gli intercalari e le false partenze.

5. Pubblica uno short alla volta

Uno per giorno lavorativo, non cinque il lunedì. Ogni short porta un’idea e basta a se stesso: l’ordine di pubblicazione non deve seguire l’ordine della call.

Una settimana tipo, a partire da una sola call

Prendiamo una call di consulenza di 45 minuti con un cliente che prepara il lancio di un’offerta. L’esempio è inventato, ma somiglia a quello che si trova in una call di questo genere.

Giorno Il passaggio Durata
Lunedì La domanda che ha fatto in apertura: «a che prezzo lancio?», e la tua risposta 50 s
Martedì L’errore che vedi in quasi tutti i tuoi clienti a questo punto 35 s
Mercoledì L’esempio di un lancio che ha funzionato, raccontato senza nomi 70 s
Giovedì La tua regola per decidere che cosa togliere da un’offerta 25 s
Venerdì Quello che gli hai consigliato di fare già dal giorno dopo 40 s

Cinque pubblicazioni, meno di quattro minuti di video in tutto, ricavate da una call che avevi già in agenda. La settimana dopo, un’altra call.

Che cosa non aspettarti

Non tutte le call danno cinque short. Alcune ne danno otto, altre nessuno: una riunione organizzativa, una call di aggiornamento in cui si scorre un elenco, una call in cui il tuo cliente parla più di te.

È normale. Il riutilizzo non fabbrica niente: ritrova quello che c’è. Se non c’è un passaggio che regge da solo, non c’è nessuno short, ed è meglio che pubblicarne uno brutto.

I quattro errori da evitare

A mano, o senza pensarci

A mano, la catena è lunga: registrare la call con la piattaforma, aspettare il file, scaricarlo, importarlo in uno strumento per creare clip, scegliere le clip, reinquadrarle, sottotitolarle, esportarle. Gli strumenti per creare clip fanno bene la seconda metà del lavoro; li mettiamo a confronto con Dailies, OpusClip per esempio, funzione per funzione.

Dailies accorcia la catena partendo dall’altro capo: l’estensione registra la call che fai su Chrome con Google Meet, Microsoft Teams o Zoom. Pochi minuti dopo aver riagganciato trovi fino a otto short verticali sottotitolati, senza silenzi né intercalari. Un interruttore sfoca i tuoi ospiti. Dailies gestisce le call in francese, in inglese e nelle due lingue mescolate, e l’interfaccia della sua estensione è in francese. Scarichi quelli che ti piacciono e li pubblichi tu: Dailies non pubblica niente al posto tuo.

In sintesi

Fonti

Domande frequenti

Che cos’è il content repurposing?

È ricavare più pubblicazioni da un contenuto che esiste già, invece di crearne uno nuovo ogni volta: un podcast tagliato in clip, un webinar riassunto in articoli, oppure una call con un cliente di cui si tengono le risposte migliori sotto forma di short.

Quanti short si possono ricavare da una call?

Dipende dalla call. Un’ora di consulenza contiene spesso diversi passaggi che si capiscono da soli, una riunione di aggiornamento a volte nessuno. Dailies ne tiene fino a otto per call: è un massimo, non una media, e non tutte le call ne contengono così tanti.

Serve l’accordo del cliente per riutilizzare una call?

Sì. Avvisalo prima di registrare e digli che cosa intendi farne. Non pubblicare niente che lo mostri, lo faccia sentire o lo citi senza il suo accordo. La cosa più semplice è tenere solo le tue risposte e sfocare il tuo ospite là dove compare.

Quali call si prestano di più al riutilizzo dei contenuti?

Quelle in cui rispondi a delle domande: call conoscitive, sessioni di consulenza o di coaching, domande e risposte di gruppo, demo. Le riunioni organizzative, le trattative e tutto quello che è riservato per natura si prestano male.

La tua prossima call contiene già i tuoi prossimi short.

Aggiungi Dailies a Chrome, registra la call che avresti fatto comunque e guarda i suoi short pochi minuti dopo averla chiusa.

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